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	<title>Pcimprover.it &#187; Guide e tutorial</title>
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	<description>Recensioni hardware software hi-tech</description>
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		<title>Modificare l&#8217;MTU su Mac OS X le connessioni VPN</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 19:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Apple con l&#8217;aggiornamento 10.6.4 di Snow Leopard ha introdotto numerose migliorie al sottosistema di gestione della VPN. Nonostante ciò alcune problematiche rimangono e spesso può capitare che non funzioni l&#8217;autodiscovery dell&#8217;MTU e che i pacchetti vengano continuamente frammentati o peggio scartati dai vari router fino al server VPN.

Questo è ciò che succedeva ad esempio nel server VPN della redazione. La connessione non autoregolava l&#8217;MTU e venivano scartati alcuni pacchetti rendendo la connessione molto lenta. Tramite una serie di ping con valori differenti verso il server è possibile trovare l&#8217;MTU corretto, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apple con l&#8217;aggiornamento 10.6.4 di Snow Leopard ha introdotto numerose migliorie al sottosistema di gestione della VPN. Nonostante ciò alcune problematiche rimangono e spesso può capitare che non funzioni l&#8217;autodiscovery dell&#8217;MTU e che i pacchetti vengano continuamente frammentati o peggio scartati dai vari router fino al server VPN.</p>
<p><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/osx-network-icon.jpg" rel="lightbox[628]"><img class="alignnone size-full wp-image-631"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/osx-network-icon.jpg" alt="" width="394" height="392" /></a></p>
<p>Questo è ciò che succedeva ad esempio nel server VPN della redazione. La connessione non autoregolava l&#8217;MTU e venivano scartati alcuni pacchetti rendendo la connessione molto lenta. Tramite una serie di ping con valori differenti verso il server è possibile trovare l&#8217;MTU corretto, che nel caso in questione è 1400.</p>
<p>Impostarlo al volo è molto semplice ed è sufficiente il comando:</p>
<pre>sudo ifconfig ppp0 mtu 1400</pre>
<p>Rendere le modifiche permanenti è più complicato. Aprite il file <em>preferences.plist</em> con un editor di testo:</p>
<pre>sudo vim /Library/Preferences/SystemConfiguration/preferences.plist</pre>
<p>Raggiungete la sezione &lt;Key&gt;PPP&lt;/Key&gt; ed inserite in coda i valori seguenti:</p>
<pre>&lt;key&gt;LCPMRU&lt;/key&gt;
&lt;integer&gt;1400&lt;/integer&gt;
&lt;key&gt;LCPMTU&lt;/key&gt;
&lt;integer&gt;1400&lt;/integer&gt;</pre>
<p>Personalizzate i valori con il vostro dato ricavato dalla serie di ping con DF flag abilitato.<br />
Salvate il tutto e riavviare la VPN per avere un funzionamento ottimale.</p>
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		<title>Vacanze e tecnologia: una guida per portare dispositivi e gadget in viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ferie]]></category>
		<category><![CDATA[gadget]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Andare in vacanza significa per definizione fare qualcosa di diverso  dal solito, nonchè staccare la spina, in tutti i sensi. Tuttavia  potrebbe essere necessario e indispensabile per motivi di ordine pratico  oppure per svago personale, portare con sè alcuni dispositivi  tecnologici, senza cui non riusciremmo nè a divertirci adeguatamente nè a  organizzarci. Senza contare che qualcuno dovrà portarsi un po’ di  lavoro anche in viaggio.

Come organizzare quindi gadget e dispositivi in valigia? Come  scegliere cosa portare e cosa no? Quali accorgimenti prendere?  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Andare in vacanza significa per definizione fare qualcosa di diverso  dal solito, nonchè staccare la spina, in tutti i sensi. Tuttavia  potrebbe essere necessario e indispensabile per motivi di ordine pratico  oppure per svago personale, portare con sè alcuni dispositivi  tecnologici, senza cui non riusciremmo nè a divertirci adeguatamente nè a  organizzarci. Senza contare che qualcuno dovrà portarsi un po’ di  lavoro anche in viaggio.</p>
<p><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/391027105_38b73402fc.jpg" rel="lightbox[596]"><img class="alignnone size-full wp-image-598"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/07/391027105_38b73402fc.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Come organizzare quindi gadget e dispositivi in valigia? Come  scegliere cosa portare e cosa no? Quali accorgimenti prendere?  Innanzitutto, se si viaggia all’estero occorre informarsi su due cose  fondamentali: se il cellulare di cui siamo dotati funzionerà nel luogo  in cui andremo e se le prese di corrente dei nostri caricabatterie  avranno bisogno di adattatori.</p>
<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wUVuTBQkR1Y&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed  src="http://www.youtube.com/v/wUVuTBQkR1Y&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><em>Continua a questa guida su <a href="http://www.gadgetblog.it/post/11389/vacanze-e-tecnologia-una-guida-per-portare-dispositivi-e-gadget-in-viaggio" target="_blank">GadgetBlog</a> &gt;</em></p>
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		<title>I migliori trucchi per Ubuntu Linux</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 12:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linux ha scoperto una nuova vita da quando è stato lanciato il progetto Ubuntu, da parte di Mark Shuttleworth. Caratterizzata da una facilità d&#8217;uso superiore alla media delle altre distribuzioni, offre una disponibilità di software sia libero che proprietario senza paragoni, grazie anche ai numerosi repository non ufficiali.
Pcimprover.it vi guida alla scoperta dei migliori consigli per questa fantastica distribuzione, con una serie di articoli che vi aiuteranno a massimizzare la produttività e a divertirvi al massimo delle potenzialità con Ubuntu Linux.
Ogni appuntamento vi sveleremo due trucchi per Ubuntu, quindi non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/ubuntu-logo1.png" rel="lightbox[550]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-557"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/ubuntu-logo1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Linux ha scoperto una nuova vita da quando è stato lanciato il progetto Ubuntu, da parte di Mark Shuttleworth. Caratterizzata da una facilità d&#8217;uso superiore alla media delle altre distribuzioni, offre una disponibilità di software sia libero che proprietario senza paragoni, grazie anche ai numerosi repository non ufficiali.</p>
<p>Pcimprover.it vi guida alla scoperta dei migliori consigli per questa fantastica distribuzione, con una serie di articoli che vi aiuteranno a massimizzare la produttività e a divertirvi al massimo delle potenzialità con Ubuntu Linux.<br />
Ogni appuntamento vi sveleremo due trucchi per Ubuntu, quindi non dimenticate di aggiungere al vostro feed reader l&#8217;indirizzo RSS del sito!</p>
<h2>Installare tutti i codec disponibili con un click</h2>
<p>Una delle migliori caratteristiche di Ubuntu è l&#8217;installazione dei codec on demand. Questa operazione richiede tuttavia qualche minuto e spesso si può avere la necessità di visualizzare velocemente un contenuto, specie se si ha a che fare con altri spettatori. Immaginate inoltre di essere in treno o in vacanza e di volervi vedere uno dei filmati che vi siete gelosamente preparati ma non avete installato il codec adeguato. Un disastro.</p>
<p>Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, ad Ubuntu avviata cliccate sul menu <strong>Applicazioni</strong> e successivamente su <strong>Aggiungi / Rimuovi</strong>.<br />
A questo punto selezionate dal menu a tendina <strong>Mostra</strong>, la voce <strong>Tutte le applicazioni disponibili</strong>.<br />
Cercate nella casella di testo per la ricerca il termine <strong>gstreamer</strong>.</p>
<p>Verrà visualizzata una lista dei pacchetti che compongono il servizio gstreamer, componente per la visualizzazione dei flussi multimediali, quindi audio e video.<br />
Ubuntu include una grande varietà di codec. Per selezionarli dovete spuntare le voci seguenti:</p>
<ul>
<li>Plug-in GStreamer aggiuntivi</li>
<li>Plug-in video GStreamer ffmpeg</li>
<li>Plug-in GStreamer per mms, wavpack, quicktime, musepack</li>
<li>Plug-in GStreamer per AAC, Xvid, MPEG2, FAAD</li>
<li>Plug-in GStreamer di Fluendo per il demuxing di MPEG2</li>
</ul>
<p>A questo punto cliccate <strong>Applica modifiche</strong> e aspettate l&#8217;installazione. Terminato il processo, avrete tutti i codec più comuni installati!</p>
<h2>Aggiungere ad Ubuntu Linux il supporto ai file compressi RAR</h2>
<p>I pacchetti compressi non sono certo una novità per gli utenti Linux. Ubuntu offre supporto nativo ai formati tipici UNIX come tar.gz e tar.bz2 ma anche al comunissimo formato ZIP, il principale metodo di compressione utilizzato in tutti i desktop del mondo come Windows o Mac OS X. Molte persone cominciano tuttavia ad archiviare materiale in formato RAR, molto più efficiente della sua alternativa ZIP.</p>
<p>Inutile dire che <em>File Roller</em>, il componente per l&#8217;archiviazione di Ubuntu Linux, non include supporto nativo al formato RAR. Decomprimere il formato RAR potrebbe quindi essere complicato per un utente Ubuntu, ovviamente se non avessimo a disposizione le mitiche repository.<br />
Aprite <strong>Synaptic</strong> ed installate il pacchetto <strong>unrar</strong>. <em>File Roller</em> ora sarà in grado di scompattare i file RAR.</p>
<p>E per crearli? Questa operazione non può essere fatta a costo zero. E&#8217; necessario installare il pacchetto <strong>rar</strong> da <strong>Synaptic</strong>, tuttavia il software dovrà essere registrato al produttore entro 40 giorni. RAR non è opensource, ma shareware come la sua controparte per Windows e Mac.</p>
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		<title>Navigazione anonima tramite SSH e SOCK5</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/navigazione-anonima-tramite-ssh-e-sock5/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 15:17:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siete connessi ad un hotspot condiviso o nella vostra rete locale aziendale e non sentite la vostra privacy al sicuro. Forse siete solo paranoici o forse sono stati installati dispositivi per tracciare le vostre attività senza che voi ve ne accorgiate. Nel caso migliore potreste tuttavia voler solamente accedere al vostro account Facebook ma il vostro amministratore di sistema ve lo impedisce&#8230;

In questi casi è pressochè impossibile, non desiderare il bypass di queste limitazioni magari per il solo gusto di farlo.
Perciò&#8230; se il vostro sysadmin vi consente la connessione a ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siete connessi ad un hotspot condiviso o nella vostra rete locale aziendale e non sentite la vostra privacy al sicuro. Forse siete solo paranoici o forse sono stati installati dispositivi per tracciare le vostre attività senza che voi ve ne accorgiate. Nel caso migliore potreste tuttavia voler solamente accedere al vostro account Facebook ma il vostro amministratore di sistema ve lo impedisce&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/LuckyOliver-1696379-blog-networking.jpg" rel="lightbox[535]"><img class="size-medium wp-image-536  aligncenter"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/LuckyOliver-1696379-blog-networking-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>In questi casi è pressochè impossibile, non desiderare il bypass di queste limitazioni magari per il solo gusto di farlo.<br />
Perciò&#8230; se il vostro sysadmin vi consente la connessione a server remoti via SSH&#8230; ecco la soluzione!</p>
<p>SSH ha una splendida caratteristiche che vi consente di incanalare tutto il traffico diretto verso una certa porta del sistema locale. Ma&#8230; se non avete un proxy dall&#8217;altro lato del tunnel?</p>
<p>Non preoccupatevi! SSH ha una soluzione per voi&#8230; lo potete utilizzare come un server SOCK5 grazie all&#8217;allocazione dinamica del tunneling!</p>
<p><code>ssh -D PORTA_LOCALE_SOCK INDIRIZZO_DEL_SERVER</code></p>
<p>Avviatelo ad esempio con: “ssh -D 8123 ssh.myserver.com”. Avviate ora Mozilla Firefox ed impostate 127.0.0.1 con porta 8123 come SOCK5 nell&#8217;interfaccia per la configurazione della rete (dove impostate anche i proxy).</p>
<p>Happy hacking e buona navigata! <img src='http://www.pcimprover.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		</item>
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		<title>Guida ai beep del BIOS per la diagnostica</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/guida-ai-beep-del-bios-per-la-diagnostica/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 19:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati personal computer è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del BIOS. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della tecnologia da utilizzare.

Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati <strong>personal computer</strong> è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del <strong>BIOS</strong>. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della tecnologia da utilizzare.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-522" title="bios" src="http://www.pcimprover.it/files/2010/01/bios.jpg" alt="bios" width="427" height="345" /></p>
<p>Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare significato, che dovrebbe aiutare nella diagnosi.</p>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS Award</strong>, le sequenze sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>1 lungo + 2 brevi</strong><br />
Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo</strong><br />
Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo continuato</strong><br />
Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>1 beep con pausa ogni 2 secondi</strong><br />
Errore della memoria ECC</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS AMI</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>da 1 a 3 brevi</strong><br />
Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>da 4 a 7 brevi</strong><br />
Errore della scheda madre</li>
<li><strong>8 brevi</strong><br />
Errore della scheda video e/o della memoria video</li>
<li><strong>9 brevi</strong><br />
Errore generico</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
Errore nel test della memoria</li>
<li><strong>1 lungo + 8 brevi</strong><br />
Errore nell&#8217;accesso alla scheda video</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS PHOENIX</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>1 + 1 + 4</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore generico del bios</li>
<li><strong>1 + 2 + 2</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore generico sulla scheda madre</li>
<li><strong>1 + 4 + 2<strong> brevi</strong></strong><br />
Errore della memoria</li>
<li><strong>2 + 1 + 1 brevi</strong><br />
Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>4 + 3 + 4 brevi</strong><br />
Batteria tampone scarica</li>
<li><strong>4 + 2 + 1</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore del chipset</li>
<li><strong>Brevi e continui</strong><br />
Mancano i moduli di memoria</li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Aggiungere un alias IP alla rete con Mac OS X</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/aggiungere-un-alias-ip-alla-rete-con-mac-os-x/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[mac]]></category>
		<category><![CDATA[Networking]]></category>
		<category><![CDATA[osx]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza.
Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e facile da eseguire anche sotto Windows.
Anche su Mac OS X non è complesso. E&#8217; solamente un po&#8217; nascosta in quanto si va ad utilizzare il Terminale invece dell&#8217;interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza.</p>
<p>Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e facile da eseguire anche sotto Windows.</p>
<p>Anche su <strong>Mac OS X</strong> non è complesso. E&#8217; solamente un po&#8217; nascosta in quanto si va ad utilizzare il <strong>Terminale</strong> invece dell&#8217;interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando <strong>ifconfig</strong>.</p>
<p><strong>Ecco come creare un alias IP su Mac OS X:</strong></p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA alias IP NETMASK</code></p>
<p>Ad esempio: <em>sudo ifconfig en1 alias 192.168.1.100 255.255.255.0</em></p>
<p>Per rimuovere l&#8217;alias:</p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA -alias IP</code></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Come risolvere i crash di Firefox e Java su Mac OSX</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/come-risolvere-i-crash-di-firefox-e-java-su-mac-osx/</link>
		<comments>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/come-risolvere-i-crash-di-firefox-e-java-su-mac-osx/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pcimprover.it/?p=514</guid>
		<description><![CDATA[Un problema abbastanza comune su Apple Mac OSX durante l&#8217;utilizzo di Mozilla Firefox è l&#8217;occorrenza di crash sistematici durante l&#8217;uso di applicazioni Java incoporate nei siti web.

Un esempio pratico è il caricamento delle immagini di Facebook: Mozilla Firefox crasha regolarmente.
Per  indagare sulla cosa aprite Console.app e verificare che l&#8217;errore dato sia:
03/01/10 12.11.32    firefox-bin[6535] Apple AWT Internal Exception :
sun.misc.ServiceConfigurationError: javax.imageio.spi.ImageInputStreamSpi:
Provider com.sun.media.imageioimpl.stream.ChannelImageInputStreamSpi not found
L&#8217;errore è dovuto alle librerie imageio&#8230; Molto strano dato che non esiste un porting ufficiale su OSX per quella libreria nativa. Esiste tuttavia una versione sperimentale installata da Geotools ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un problema abbastanza comune su Apple Mac OSX durante l&#8217;utilizzo di Mozilla Firefox è l&#8217;occorrenza di crash sistematici durante l&#8217;uso di applicazioni Java incoporate nei siti web.</p>
<p><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/01/java.jpg" rel="lightbox[514]"><img class="alignnone size-medium wp-image-515"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/01/java-300x300.jpg" alt="java" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Un esempio pratico è il caricamento delle immagini di Facebook: Mozilla Firefox crasha regolarmente.</p>
<p>Per  indagare sulla cosa aprite <strong>Console.app</strong> e verificare che l&#8217;errore dato sia:</p>
<pre>03/01/10 12.11.32    firefox-bin[6535] Apple AWT Internal Exception :
sun.misc.ServiceConfigurationError: javax.imageio.spi.ImageInputStreamSpi:
Provider com.sun.media.imageioimpl.stream.ChannelImageInputStreamSpi not found</pre>
<p>L&#8217;errore è dovuto alle librerie imageio&#8230; <em>Molto strano dato che non esiste un porting ufficiale su OSX per quella libreria nativa</em>. Esiste tuttavia una versione sperimentale installata da <em>Geotools</em> che include le operazioni più basilari ma che fa a botte con Mozilla Firefox (mentre funziona con Safari).</p>
<p>Apriamo quindi <strong>~/Library/Java/Extensions</strong> e rimuoviamo i seguenti file: <strong>jai_core.jar</strong>, <strong>jai_codec.jar</strong> e <strong>jai_imageio.jar</strong>.</p>
<p>Riavviate Firefox e tutto funzionerà.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DNS dinamico con Linux usando ddclient</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/dns-dinamico-con-linux-usando-ddclient/</link>
		<comments>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/dns-dinamico-con-linux-usando-ddclient/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Il router, dopo una vita rispettabile, efficiente e dignitosa, cominciano a dare i primi segni di cedimento e alcune feature semplicemente smettono di funzionare. 
Una di queste è il supporto client ai DNS dinamici: servizi che ci consentono di avere un hostname valido anche non avendo un IP statico, come nel caso delle ADSL residenziali. Tuttavia ho un server linux dietro il firewall, quindi perchè non utilizzarlo per aggiornare i record di dyndns.org?
Ecco come fare in una distribuzione debian like (ad esempio in ubuntu server): sudo apt-get install ddclient
Aprite il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il router, dopo una vita rispettabile, efficiente e dignitosa, cominciano a dare i primi segni di cedimento e alcune feature semplicemente smettono di funzionare. <img src="http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif" alt=":-(" /></p>
<p>Una di queste è il supporto client ai DNS dinamici: servizi che ci consentono di avere un hostname valido anche non avendo un IP statico, come nel caso delle ADSL residenziali. Tuttavia ho un server linux dietro il firewall, quindi perchè non utilizzarlo per aggiornare i record di dyndns.org?</p>
<p>Ecco come fare in una distribuzione debian like (ad esempio in ubuntu server): <strong>sudo apt-get install ddclient</strong></p>
<p>Aprite il file di configurazione /etc/ddclient.conf con il vostro editor di testo preferito ed incollate:</p>
<p><strong>pid=/var/run/ddclient.pid<br />
protocol=dyndns2<br />
use=web<br />
server=members.dyndns.org<br />
login=&lt;username&gt;<br />
password=’&lt;password&gt;’<br />
&lt;your hostname&gt;</strong></p>
<p>Sostituite username, password e hostname ed avviate il servizio con:</p>
<p><strong>sudo /etc/init.d/ddclient start</strong></p>
<p>Ecco fatto! Divertitevi con il vostro nuovo servizio!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scegliere un monitor LCD: specifiche e tecnologie</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/inevidenza/scegliere-un-monitor-lcd-specifiche-e-tecnologie/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Periferiche]]></category>
		<category><![CDATA[monitor]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://minisiti.venus.roccatello.it/pcimprover/200806/scegliere-un-monitor-lcd-specifiche-e-tecnologie/</guid>
		<description><![CDATA[Un buon monitor infatti può fare la differenza tra un occhio stanco e uno ben riposato anche dopo diverse ore di lavoro. Questo è sicuramente l&#8217;aspetto più importante tuttavia i monitor si differenziano anche per molti altri aspetti come angolo di visione, fedeltà dei colori e gamut (gamma di colori) visualizzabile.   Purtroppo le specifiche dei costruttori variano notevolmente da una marca all&#8217;altra ma anche, a volte, direttamente fra i vari modelli di uno stesso produttore. Questo è dovuto al tipo di misurazione o anche agli elementi misurati. Generalmente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un buon monitor infatti può fare la differenza tra un occhio stanco e uno ben riposato anche dopo diverse ore di lavoro. Questo è sicuramente l&#8217;aspetto più importante tuttavia i monitor si differenziano anche per molti altri aspetti come angolo di visione, fedeltà dei colori e gamut (gamma di colori) visualizzabile.  <span id="more-284"></span> Purtroppo le specifiche dei costruttori variano notevolmente da una marca all&#8217;altra ma anche, a volte, direttamente fra i vari modelli di uno stesso produttore. Questo è dovuto al tipo di misurazione o anche agli elementi misurati. Generalmente gli aspetti da considerare sono:</p>
<ul>
<li><strong>Tempi di risposta</strong>. Più sono bassi meglio è. Tuttavia non tutti specificano la transizione Bianco a Nero dato che il tempo di risposta standardizzato dall&#8217;ISO è da Grigio a Grigio.</li>
<li><strong>Luminosità</strong>. Più è luminoso meglio è, anche se in realtà per certi tipi di utilizzo è meglio avere un pannello meno luminoso (comunque maggiore di 100 cd/m2).</li>
<li><strong>Contrasto</strong>. Più il rapporto di contrasto è alto meglio è. Il rapporto di contrasto indica la differenza di luminosità tra il bianco e il nero (che idealmente è a luminosità zero).</li>
<li><strong>Angolo di visione</strong>. Più questo è grande più il monitor sarà visibile da angoli non diretti.</li>
<li><strong>Risoluzione</strong>. Il numero di pixel visualizzabili dal monitor. A risoluzioni inferiori viene effettuato upscaling, deteriorando così la qualità visiva. E&#8217; bene non scegliere una risoluzione troppo elevata per un pannello di piccole dimensioni per non pregiudicare le dimensioni degli oggetti sullo schermo. Ad esempio lavorare a 1920&#215;1200 (oltre il full HD) su un 17 potrebbe essere eccessivo per un uso prolungato.</li>
</ul>
<p>Questi sono gli aspetti principali da considerare nell&#8217;acquisto di un nuovo monitor. Vediamo però che esistono monitor da grande distribuzione che costano poche centinaia di euro e monitor apparentemente simili che costano circa tre volte. Qual è la differenza tra comprare un monitor di Eizo o di LaCie ed un monitor di bassa lega?  I monitor LCD di fascia alta sono caratterizzati da un&#8217;elettronica di base molto più performante ed affidabile, alcuni modelli supportano la calibrazione dei colori in hardware, regolazioni dei controlli OSD molto più numerose e la tecnologia utilizzata nel pannello LCD è diversa dai modelli di fascia più bassa.</p>
<h4>Tecnologie alla base dei monitor LCD: TN Film, IPS, MVA, P-MVA, S-MVA e A-MVA</h4>
<ul>
<li><strong>TN Film &#8211; Twisted Nematic and Film</strong><br />
Sono i pannelli più utilizzati nel mercato LCD e generalmente sono la tecnologia esclusiva fino alle dimensioni di 19&#8243;. Vengono prodotti da numerosi produttori come Samsung, LG/Philips, AU Optronics e Chi Mei. La loro diffusione è caratterizzata dal costo relativamente basso di produzione e dalla velocità di risposta. Si tratta infatti di una latenza molto bassa che rende la tecnologia TN ideale per i videogiocatori. Con l&#8217;introduzione della tecnologia overdrive inoltre il tempo g-t-g è ulteriormente diminuito. Con questa tecnologia purtroppo gli angoli di visualizzazione sono molto ristretti, specie verticalmente, e sono subito evidenti le ombre tipiche. Il contrasto con il nero non è dei migliori anche se spesso compensato con lamine lucide. Inoltre il numero di colori visualizzabili realmente è circa 260.000 dovuti a soli 6 bit per canale, portati ad 8 tramite dithering.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>IPS &#8211; In Plane Switching</strong><br />
Introdotta per eliminare alcuni svantaggi dei pannelli TN. Sviluppata da Hitachi sulla base del diverso controllo dell&#8217;allineamento dei cristalli che sfortunatamente impatta sulla velocità di risposta, rendendo IPS non ideale per scene veloci. L&#8217;angolo di visione è tuttavia di ben 170° orizzontali. Per ridurre i costi è stata introdotta la tecnologia Super-IPS (S-IPS), consente la maggior fedeltà di colore e gli angoli di visione più ampi, oltre possedere uniformità di contrasto. Questa tecnologia viene impiegata generalmente per monitor di fascia professionale ed ultimamente sta muovendosi verso Enhanced S-IPS o Advanced Super IPS (AS-IPS) con latenze nettamente inferiori.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>MVA &#8211; Multidomain vertical alignment</strong><br />
Compromesso tra TN e IPS sviluppato da Fujitsu per tempi di risposta e angolo di visione sia orizzontale (pari a IPS) che verticale. Questa tecnologia offre alti rapporti di contrasto superiori sia a IPS che a TN. Con questa tecnologia i cristalli sono orientati singolarmente per filtrare la luce indipendentemente da ogni stadio. I cristalli sono paralleli solo nel caso di visualizzazione del bianco. Il problema di questa tecnologia è dato dl tempo di risposta non alla pari dei pannelli TN, che la rende inadatta all&#8217;uso per video e giochi. La riproduzione dei colori non è inoltre equivalente rispetto a IPS.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>P-MVA. Premium MVA / S-MVA. Super MVA</strong><br />
Grazie all&#8217;introduzione dell&#8217;overdrive (aumento di tensione per accelerare i transitori), sono stati migliorati i tempi di risposta e la riproduzione dei colori anche se i toni più scuri vengono persi durante la visione perpendicolare (basta un piccolo movimento per vedere anche i colori più scuri). La visualizzazione dei colori arriva al true color, con 8 bit per canale, nonostante qualche produttore introduca ancora panelli a 6 bit con dithering. Punto di forza della tecnologia MVA è la profondità del nero. I pannelli con questa tecnologia offrono buon supporto alle scene veloci anche se con alcuni artefatti visibili.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>A-MVA. Advanced MVA</strong><br />
Nuova tecnologia di AU Optronics progettata per migliorare la fedeltà dei colori e assicurare un angolo di visione ancora più ampio. Vengono aumentati gli stadi di allineamento dei cristalli liquidi diminuendo la variazione di angolo. Questa tecnologia migliora i fenomeni di colori slavati ed aumenta la qualità rispetto ai tradizionali VA, oltre ad offrire un rapporto di contrasto molto alto senza l&#8217;uso di pellicole lucide.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>Buona scelta, Eduard</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come migrare un PDC Windows Server 2003 verso una nuova macchina</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/come-migrare-un-pdc-windows-server-2003-verso-una-nuova-macchina/</link>
		<comments>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/come-migrare-un-pdc-windows-server-2003-verso-una-nuova-macchina/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2006 23:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guide e tutorial]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://minisiti.venus.roccatello.it/pcimprover/200603/come-migrare-un-pdc-windows-server-2003-verso-una-nuova-macchina/</guid>
		<description><![CDATA[Supponiamo di avere un server di dominio che non sia pi&#249; sufficiente a soddisfare le nostre esigenze per le sue caratteristiche  hardware ormai datate, o perch&#233; vogliamo una macchina pi&#249; sicura e con maggiori prestazioni per la dimora del nostro dominio, o semplicemente perch&#233; il vecchio server ci ha stufato&#8230; Questa guida vi indicher&#224; passo passo come trasferire l&#8217;intera struttura di dominio dal vecchio server al nuovo senza tempi di down-time, quindi &#232; tranquillamente applicabile ad un sistema in produzione, ma vi consiglio prima di farvi qualche prova magari ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Supponiamo di avere un server di dominio che non sia pi&ugrave; sufficiente a soddisfare le nostre esigenze per le sue caratteristiche  hardware ormai datate, o perch&eacute; vogliamo una macchina pi&ugrave; sicura e con maggiori prestazioni per la dimora del nostro dominio, o semplicemente perch&eacute; il vecchio server ci ha stufato&hellip; Questa guida vi indicher&agrave; passo passo come trasferire l&rsquo;intera struttura di dominio dal vecchio server al nuovo senza tempi di down-time, quindi &egrave; tranquillamente applicabile ad un sistema in produzione, ma vi consiglio prima di farvi qualche prova magari con un paio di macchine virtuali.</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Partiamo da uno scenario in cui abbiamo il vecchio PDC e la nuova macchina avviata e in rete come server membro, chiameremo d&rsquo;ora in poi il PDC s1 e il nuovo server s2 in modo tale da non fare confusione. Non dimenticate di fare un backup del system state su s1 come precauzione prima di procedere.</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Operazione 1</span><br />Promuovere s2 a DC agganciadolo all&rsquo;AD di s1 (s2 replica AD di s1)</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Prima di procedere configurate le propriet&agrave; TCP/IP di s2 in modo che abbia un IP statico e che il primo DNS (non occorre inserire il secondo) sia l&rsquo;IP di s1 quale server DNS del dominio.  </p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Courier New;">Da s2 start -> esegui -> dcpromo</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Courier New; text-align: center;"><img width="450" height="344" alt="" src="/files/PDC_html_m55c30a40.jpg" /></p>
<p>
<div style="text-align: left;">Fate click su avanti e alla finestra successiva ancora click su avanti, a questo punto siete nella seguente posizione</div>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Courier New; text-align: center;"></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img width="450" height="342" alt="" src="/files/PDC_html_m53c797dc.jpg" /></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Flaggate come in figura in corrispondenza di &ldquo;Controller aggiuntivo di dominio&hellip;&rdquo; e fate click su avanti.<br />Nella finestra che segue inserite le credenziali d&rsquo;accesso dell&rsquo;Administrator di s1 e il nome del relativo dominio:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img alt="" src="/files/PDC_html_293ecd9.jpg" /></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Fate click su avanti e sarete nella posizione come in figura seguente, dove dovrete inserire il nome completo del dominio su s1. Potete anche fare click su sfoglia per una lista di domini contattabili, nel caso nella vostra rete vi sia solo quello residente su s1, nella lista comparir&agrave; solo la voce relativa al dominio su s1:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img width="450" height="344" alt="" src="/files/PDC_html_533b0cfc.jpg" /></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Cliccate su avanti e accettate le impostazioni di default delle successive due finestre fino ad arrivare alla scelta della password di &ldquo;amministratore modalit&agrave; ripristino servizi&rdquo;, sciegliete una password, cliccate avanti accettando le impostazioni di default delle schermate successive, poi  fate click su &ldquo;fine&rdquo; iniziando cos&igrave; il processo di replica:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img width="450" height="280" alt="" src="/files/PDC_html_m47174e35.jpg" /></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Al termine vi verr&agrave; chiesto di riavviare la macchina. Ricordatevi che ora vi loggherete su s2 con le credenziali dell&rsquo;Administrator di dominio, quindi con la stessa password con cui accedete a s1.  Una volta riavviata la macchina controllate che AD di s2 sia identica a AD di s1 e che non vi siano errori nel visualizzatore eventi, in questo caso la replica &egrave; andata a buon fine.</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Operazione 2</span><br /> Abilitazione trasferimento zona DNS su s1 e installazione DNS su s2</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Su s1 aprite la console di gestione del DNS, start&#61664;strumenti di amministrazione&#61664;dns e fate click sul + in corrispondenza di &ldquo;zone di ricerca diretta&rdquo;. <br />Come in figura sottoriportata tasto destro su  &ldquo;_msdcs.vostrodominio&rdquo;</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img alt="" src="/files/PDC_html_4fbcf9b9.jpg" /></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">E&rsquo; necessario abilitare il trasferimento di zona anche per la zona vostrodominio (in figura &egrave; home.local) , quindi ripetete gli stessi identici passaggi appena fatti per la zona &ldquo;_msdcs.vostrodominio&rdquo;.  </p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">A questo punto tornate su s2 per installare il DNS, click su <span style="font-family: Courier New;">start -> pannello di controllo -> installazione applicazioni</span>, click su &ldquo;installazione componenti di Windows&rdquo;. Si apre la finestra sottoriportata, scorrete fino a &ldquo;servizi di rete&rdquo; evidenziandolo, ma non flaggando la voce:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img alt="" src="/files/PDC_html_m55a3c91.jpg" /></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Fate click su &ldquo;dettagli&rdquo; e flaggate &ldquo;Domani Name System (DNS)&rdquo; come nella figura sotto:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img alt="" src="/files/PDC_html_5f51178f.jpg" /></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Click su ok e poi avanti, inizier&agrave; l&rsquo;installazione del DNS (avrete bisogno del cd di Windows 2003), al termine dell&rsquo;installazione fate click su fine. Il DNS su s2 non si replicher&agrave; da s1 immediatamente, saranno necessari alcuni minuti, quindi aprite la console del DNS, <span style="font-family: Courier New;">start -> strumenti di amministrazione -> dns</span>, e controllate che la zona di ricerca diretta contenga gli stessi record del DNS di s1. <br />Cambiate su s2 l&rsquo;IP del DNS in 127.0.0.1</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Operazione 3 </span><br />Trasferimento del GC (Global Catalog) da s1 a s2</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Questo step &egrave; tanto semplice quanto fondamentale in quanto se su s2 non portiamo il GC, nessun client sar&agrave; pi&ugrave; in grado poi di  loggarsi al dominio sul nuovo server , o lo far&agrave; con la password in cache ammesso ce ne sia una, altrimenti potr&agrave; accedere solo in locale. Solo gli utenti appartenenti al gruppo domain admins possono loggarsi nel dominio senza contattare GC. Procediamo partendo da s2 per assegnargli il ruolo di GC:</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Courier New;">Start -> strumenti di amministrazione -> siti e servizi di active directory</span>, espandete &ldquo;sito&rdquo;, &ldquo;nome sito&rdquo; e &ldquo;servers&rdquo;, doppio click su s2, tasto destro -> propriet&agrave; su &ldquo;NTDS settings&rdquo; flaggate &ldquo;catalogo globale&rdquo;. <br />La situazione sar&agrave; come in figura:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img width="450" height="473" alt="" src="/files/PDC_html_69de5d8e.jpg" /></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Date OK per confermare, sar&agrave; necessario un po&rsquo; di tempo per il completamento delle nuove impostazioni, tempo che varia secondo le impostazioni nel registro e la complessit&agrave; della rete. Per avere un&rsquo;idea pi&ugrave; precisa su questa latenza, aprite il visualizzatore eventi, e sotto &ldquo;servizio directory&rdquo; cercate l&rsquo;evento 1110 con origine &ldquo;NTDS general&rdquo;. Sempre sotto &ldquo;servizio directory&rdquo; a conferma che s2 &egrave; un GC, attendete l&rsquo;evento 1119 con origine &ldquo;NTDS general&rdquo; che vi confermer&agrave; che &ldquo;il controller di dominio &egrave; ora un catalogo globale&rdquo;.</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ora dobbiamo rimuovere il ruolo di GC da s1, procediamo sempre su s2 (potete farlo farlo anche su s1) come in precedenza espandendo in siti e servizi di active directory &ldquo;sito&rdquo;, &ldquo;nome sito&rdquo; e &ldquo;servers&rdquo;, doppio click su s1, tasto destro -> propriet&agrave;, su &ldquo;NTDS settings&rdquo; levate il flag &ldquo;catalogo globale&rdquo; e confermate con OK. A conferma di operazione riuscita portatevi su s1 ed aprite il visualizzatore eventi, sotto &ldquo;servizio directory&rdquo; troverete un evento 1120 con origine &ldquo;NTDS general&rdquo; in cui sarete informati che &ldquo;il controller di dominio non &egrave; pi&ugrave; un catalogo globale&rdquo;.</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Operazione 4<br /></span>Demote di s1, i 5 ruoli master saranno trasferiti su s2</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Un PDC per essere tale svolge 5 ruoli detti &ldquo;ruoli master&rdquo;: schema master, Domain Naming Master, PDC emulator, Relative Identifier Master (RID) e Infrastructure Master.  </p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Tornando alla nostra situazione i ruoli master sono attualmente su s1 al quale ora andremo a togliere il grado di PDC downgradandolo a semplice server membro (demote), per poi staccarlo definitivamente dalla rete.  </p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Su s1<span style="font-family: Courier New;"> start -> esegui -> dcpromo</span>, click su avanti:</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: center;"><img width="450" height="343" alt="" src="/files/PDC_html_4bc26d44.jpg" /></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">NON mettete il flag &ldquo;Questo server &egrave; l&rsquo;ultimo controller&hellip;&rdquo;, ma fate click su avanti e seguite i restanti pochi passi&hellip; Il processo di demote avr&agrave; inizio e i 5 ruoli master saranno trasferiti automaticamente su s2 che sar&agrave; ora a tutti gli effetti il nuovo PDC del dominio, il tutto senza down-time.  Potete spegnere e staccare dalla rete s1, date a s2 l&rsquo;IP che aveva s1 (altrimenti i client puntano a un DNS che non c&rsquo;&egrave;) e avete finito! Naturalmente prima di staccare s1 &egrave; bene controllare nel visualizzatore eventi la presenza di errori o meno e di assicurarsi che ogni client si logghi e lavori correttamente.</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ma se avreste voluto tenere in piedi s1 senza downgradarlo a server membro, magari per avere un DC al quale assegnare ruoli meno pesanti come si fa con ogni vecchietto che si rispetti?<br />Leggete il successivo paragrafo&#8230;</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Operazione 4 bis<br /></span>Trasferimento dei 5 ruoli master da s1 a s2 (ntdsutil.exe)</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Nel caso in cui volessimo mantenere s1 come DC aggiuntivo, per trasferire i ruoli master non avvalendoci di una procedura di demote, dobbiamo utilizzare l&rsquo;utility ntdsutil.exe (su s1) che avrete a disposizione installando i support tools che trovare nella cartella support/tools del cd di Windows 2003 o che potete <a href="http://download.microsoft.com/download/3/e/4/3e438f5e-24ef-4637-abd1-981341d349c7/WindowsServer2003-KB892777-SupportTools-x86-ENU.exe">scaricare</a></p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Una volta installati i tools su s1, <span style="font-family: Courier New;">start -> programmi -> windows support tools -> command prompt</span>, <br />digitate e date invio: </p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"></p>
<p>
<ul> 
<li> 
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">ntdsutil		</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">roles			</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">connections		</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">connect 	to server s2	</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">quit</p>
<p>    </li>
<p></ul>
<p>
<div style="text-align: center;"><img width="550" height="272" alt="" src="/files/PDC_html_mebeccd4.jpg" /></div>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Ora siamo pronti a trasferire i ruoli, quindi digitate e date invio per ognuno dei seguenti comandi:</p>
<p>
<ul> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	transfer domain 	naming master</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	transfer 	infrastructure master</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	transfer pdc</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	transfer rid master</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	transfer schema 	master</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	quit</p>
<p>    </li>
<p> 
<li> 
<p lang="en-GB" align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;"> 	quit</p>
<p>    </li>
<p></ul>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Per avere conferma del corretto trasferimento dei ruoli sempre da prompt dei comandi digitate &ldquo;netdom /query fsmo&rdquo;, date invio e avrete per ogni ruolo il nome della macchina che lo detiene, nel nostro caso s2.  A questo punto avrete il PDC su s2, mentre s1 &egrave; rimane un DC al quale poter delegare le funzioni che pi&ugrave; ritenete opportune,</p>
<p>
<p align="justify" class="western" style="margin-bottom: 0cm;">Per la cronaca &egrave; possibile trasferire i ruoli anche attraverso l&rsquo;interfaccia grafica, ma personalmente preferisco la riga di comando&hellip;.</p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><i><font face="Lucida Console, monospace">mathayus@email.it</font></i></p>
<p>
<p class="western" style="margin-bottom: 0cm; font-weight: bold;"></p>
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			<wfw:commentRss>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/come-migrare-un-pdc-windows-server-2003-verso-una-nuova-macchina/feed/</wfw:commentRss>
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