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Borland Turbo C++: il ritorno di un mito

10 settembre 2006 Nessun Commento

Pochi giorni fa Borland, storica azienda che produce applicazioni per lo sviluppo software, ha rilasciato una famiglia di nuovi prodotti. Due le motivazioni che aumentano l’interesse verso tale evento; la prima è di carattere economico: esistono versioni gratuite per hobbysti e studenti. La seconda è legata al brand dei prodotti rilasciati, che si chiamano rispettivamente Turbo C++, Turbo C#, Turbo Delphi e Turbo Delphi for .NET.
Il brand Turbo è molto noto tra gli sviluppatori software professionisti e non, perchè da sempre contraddistingue prodotti di ottima fattura caratterizzati da notevoli semplicità ed efficienza d’uso.

In questo articolo descriveremo brevemente le caratteristiche principali di Turbo C++, tool dedicato allo sviluppo di applicazioni nell’omonimo famoso linguaggio. E’ possibile scaricarlo gratuitamente da www.turboexplorer.com; è disponibile il download in due files distinti: prereqs_en.zip e turbocpp_en.zip; suggeriamo però l’uso dell’immagine .ISO del CD di installazione.

Installazione
Turbo C++ non ha un’installazione complessa, ma ha diversi prerequisiti. Il CD di installazione contiene una apposita utility che provvede alle varie installazioni necessarie; nel caso abbiate invece scaricato il file prereqs_en.zip ecco la sequenza di installazioni da compiere:

Microsoft .NET Framework v1.1 -> detNETRedist/dotnetfx.exe
Microsoft .NET Framework v1.1 SP1 -> detNETRedist/NDP1.1sp1-KB867460-X86.exe
Microsoft .NET Framework SDK v1.1 -> dotNETSDK/setup.exe
Microsoft J# .NET Redistributable Package -> dotNETJSharp/vjredist.exe
MSXML Parser 4.0 SP2 Parser and SDK -> MSXML/msxml.msi

Al termine si procede ad installare Turbo C++ con l’apposito file turbocpp_en.zip. Nel frattempo, sempre nel sito www.turboexplorer.com, è necessario registrarsi (operazione molto semplice) e salvare nella propria home directory il file di attivazione che si riceve tramite e-mail.

Se avviando Turbo C++ viene visualizzata una richiesta di codice seriale si dovrà ricontrollare il salvataggio corretto del file ricevuto.

Interfaccia Grafica

Schemata Iniziale

Nella figura è possibile vedere come si presenta Turbo C++ appena dopo lo splash screen d’avvio. Sono presenti molti controlli e bottoni e forse, ad un primo sguardo, il programma può essere poco amichevole. Si tratta ovviamente di un prodotto destinato a sviluppatori software che sono, in genere, utenti piuttosto smaliziati: è necessario che l’interfaccia sia molto ricca per permettere di trovare rapidamente lo strumento cercato.

Proviamo dunque a descrivere i controlli fondamentali presenti.

Innanzitutto il menu: è molto nutrito e l’unico modo per orientarsi è la pratica; solo dopo qualche tempo si inizia a capire l’ordinamento ed a trovare rapidamente quanto cercato; è questo un caso in cui i nuovi menu di Office 2007 sarebbero molto utili.
Una menzione è certamente meritata dalla finestra dedicata alle impostazioni del famoso, e per certi aspetti “glorioso”, compilatore C++ di Borland: si trova in Project->Options. La prima cosa che colpisce è una nuova organizzazione rispetto alle precedenti versioni dei tool Borland: tutte le opzioni che prima si trovavano in parecchi tabs sono ora organizzate “ad albero”; sono abbastanza ben accessibili e consentono l’impostazione di compiler, linker, resource compiler, pascal compiler ed assembler.

Impostazioni

Appena sotto il menu si trova la toolbar; abbiamo alcuni pulsanti standard ed altri dedicati al debug dell’applicazione, molto utili durante lo sviluppo. Sulla sinistra sono presenti tre utili pulsanti che impostano quanto visualizzato nell’editor principale dell’applicazione, che si trova al centro. Tale editor, estremamente evoluto, supporta i tabs, il syntax highligthing (configurabile), il folding ed ha svariate impostazioni relative ai vari stili di indentazione automatica. Non mancano i template (inserimento automatico di brevi parti di codice sempre uguali) ed alcune opzioni per il refactoring (svolgimento automatico di modifiche ripetitive al codice).

Nella stessa finestra dell’editor viene visualizzata anche la nostra applicazione “in corso di creazione”: è possibile aggiungere alla Form (la finestra) controlli di vario genere, quali bottoni e molto altro, semplicemente trascinandoli dalla Tool Palette.

Ai lati dell’editor si trovano quattro finestre, che supportano a loro volta i tabs; due di queste cambiano la loro funzione a seconda di quanto è visualizzato nell’editor. Se è mostrata la Form allora in basso a destra abbiamo la Tool Palette appena citata, mentre in alto a sinistra vengono visualizzate le componenti della Form. Se invece l’editor visualizza il codice abbiamo rispettivamente le opzioni per nuovi files da aggiungere al progetto corrente e le classi/macros/funzioni del codice correntemente visualizzato.

In alto a destra troviamo una importante finestra, con due funzioni: Project Manager per la gestione delle componenti del progetto e Data Explorer per l’accesso rapido ai vari tipi di database cui Turbo C++ può facilmente collegarsi: Interbase, MySQL, ASA.

L’ultima componente dell’interfaccia è in basso a sinistra: si tratta dell’Object Inspector, fondamentale per l’impostazione di tutti i parametri dei controlli visuali e non. Un semplice esempio: inserendo un controllo “TButton” sarà possibile modificarne dimensioni e posizione sia in modo “visuale” nell’editor principale sia variando i valori nell’Object Inspector. Sempre nell’Object Inspector troviamo, oltre alle Proprietà, gli Eventi: è possibile impostare in modo rapido le funzioni C++ che verranno associate ai vari eventi. Continuando l’esempio del “TButton” avremo eventi del tipo OnClick, OnMouseDown, OnMouseUp, ecc.

Per i neofiti (e non) sono disponibili una serie di Wizard per iniziare la creazione di applicazioni standard. Usando il pulsante New Project si hanno subito le opzioni più interessanti: SDI Application e MDI Application, per creare applicazioni a documento singolo o multiplo rispettivamente. E’ sufficiente decidere la directory in cui verranno depositati i files del progetto e poco altro: in pochi istanti si è pronti a sviluppare l’applicazione.  Un comodo ed intuitivo pulsante (triangolo verde) permette di vedere quanto il Wizard ha già fatto per noi: l’applicazione è del tutto funzionante e rimane da scrivere solamente, si fa per dire, la “business logic” del nostro programma.

Nella figura vediamo come si presenta Turbo C++ appena dopo la creazione di un’applicazione a documento multiplo. Notiamo anche, sulla destra, le numerose categorie di controlli forniti con l’applicazione.

Un punto di forza di tutta la famiglia dei prodotti per lo sviluppo Borland è senz’altro la parte “visuale”. L’inserimento di nuovi controlli nelle Form è davvero semplice e Turbo C++ fornisce più di 200 componenti già pronti. L’editor aiuta nel posizionamento del componente allineandolo automaticamente rispetto agli altri.

Abbiamo una vasta serie di controlli, ma non tutti sono visibili durante l’esecuzione dell’applicazione; si tratta ad esempio dei componenti dedicati all’accesso ai dati. Sono fondamentali per scrivere applicazioni in breve tempo; i componenti forniti si occupano infatti sia della connessione a fonti di dati eterogenee sia della semplice visualizzazione dei dati, ad esempio in tabella. Sempre tra i componenti “non visibili” troviamo poi anche oggetti dedicati ad Internet o più specificamente ai Web Services.

I menu View e Project

Non possiamo non concludere questa breve panoramica di Turbo C++ che con una buona impressione. Va però ricordato che esistono molti tool di sviluppo integrati (IDE) in grado di competere ad armi pari con i prodotti Borland, ed alcuni sono del tutto gratiui od Open Source.
Impossibile non citare tra i rivali della famiglia Turbo: Microsoft Visual Studio ed Eclipse, co-sviluppato da IBM.

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