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	<title>Pcimprover.it &#187; tutorial</title>
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	<description>Recensioni hardware software hi-tech</description>
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		<title>I migliori trucchi per Ubuntu Linux</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 12:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Linux ha scoperto una nuova vita da quando è stato lanciato il progetto Ubuntu, da parte di Mark Shuttleworth. Caratterizzata da una facilità d&#8217;uso superiore alla media delle altre distribuzioni, offre una disponibilità di software sia libero che proprietario senza paragoni, grazie anche ai numerosi repository non ufficiali.
Pcimprover.it vi guida alla scoperta dei migliori consigli per questa fantastica distribuzione, con una serie di articoli che vi aiuteranno a massimizzare la produttività e a divertirvi al massimo delle potenzialità con Ubuntu Linux.
Ogni appuntamento vi sveleremo due trucchi per Ubuntu, quindi non ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/ubuntu-logo1.png" rel="lightbox[550]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-557"  src="http://www.pcimprover.it/files/2010/02/ubuntu-logo1-150x150.png" alt="" width="150" height="150" /></a>Linux ha scoperto una nuova vita da quando è stato lanciato il progetto Ubuntu, da parte di Mark Shuttleworth. Caratterizzata da una facilità d&#8217;uso superiore alla media delle altre distribuzioni, offre una disponibilità di software sia libero che proprietario senza paragoni, grazie anche ai numerosi repository non ufficiali.</p>
<p>Pcimprover.it vi guida alla scoperta dei migliori consigli per questa fantastica distribuzione, con una serie di articoli che vi aiuteranno a massimizzare la produttività e a divertirvi al massimo delle potenzialità con Ubuntu Linux.<br />
Ogni appuntamento vi sveleremo due trucchi per Ubuntu, quindi non dimenticate di aggiungere al vostro feed reader l&#8217;indirizzo RSS del sito!</p>
<h2>Installare tutti i codec disponibili con un click</h2>
<p>Una delle migliori caratteristiche di Ubuntu è l&#8217;installazione dei codec on demand. Questa operazione richiede tuttavia qualche minuto e spesso si può avere la necessità di visualizzare velocemente un contenuto, specie se si ha a che fare con altri spettatori. Immaginate inoltre di essere in treno o in vacanza e di volervi vedere uno dei filmati che vi siete gelosamente preparati ma non avete installato il codec adeguato. Un disastro.</p>
<p>Per evitare questi spiacevoli inconvenienti, ad Ubuntu avviata cliccate sul menu <strong>Applicazioni</strong> e successivamente su <strong>Aggiungi / Rimuovi</strong>.<br />
A questo punto selezionate dal menu a tendina <strong>Mostra</strong>, la voce <strong>Tutte le applicazioni disponibili</strong>.<br />
Cercate nella casella di testo per la ricerca il termine <strong>gstreamer</strong>.</p>
<p>Verrà visualizzata una lista dei pacchetti che compongono il servizio gstreamer, componente per la visualizzazione dei flussi multimediali, quindi audio e video.<br />
Ubuntu include una grande varietà di codec. Per selezionarli dovete spuntare le voci seguenti:</p>
<ul>
<li>Plug-in GStreamer aggiuntivi</li>
<li>Plug-in video GStreamer ffmpeg</li>
<li>Plug-in GStreamer per mms, wavpack, quicktime, musepack</li>
<li>Plug-in GStreamer per AAC, Xvid, MPEG2, FAAD</li>
<li>Plug-in GStreamer di Fluendo per il demuxing di MPEG2</li>
</ul>
<p>A questo punto cliccate <strong>Applica modifiche</strong> e aspettate l&#8217;installazione. Terminato il processo, avrete tutti i codec più comuni installati!</p>
<h2>Aggiungere ad Ubuntu Linux il supporto ai file compressi RAR</h2>
<p>I pacchetti compressi non sono certo una novità per gli utenti Linux. Ubuntu offre supporto nativo ai formati tipici UNIX come tar.gz e tar.bz2 ma anche al comunissimo formato ZIP, il principale metodo di compressione utilizzato in tutti i desktop del mondo come Windows o Mac OS X. Molte persone cominciano tuttavia ad archiviare materiale in formato RAR, molto più efficiente della sua alternativa ZIP.</p>
<p>Inutile dire che <em>File Roller</em>, il componente per l&#8217;archiviazione di Ubuntu Linux, non include supporto nativo al formato RAR. Decomprimere il formato RAR potrebbe quindi essere complicato per un utente Ubuntu, ovviamente se non avessimo a disposizione le mitiche repository.<br />
Aprite <strong>Synaptic</strong> ed installate il pacchetto <strong>unrar</strong>. <em>File Roller</em> ora sarà in grado di scompattare i file RAR.</p>
<p>E per crearli? Questa operazione non può essere fatta a costo zero. E&#8217; necessario installare il pacchetto <strong>rar</strong> da <strong>Synaptic</strong>, tuttavia il software dovrà essere registrato al produttore entro 40 giorni. RAR non è opensource, ma shareware come la sua controparte per Windows e Mac.</p>
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		<title>Guida ai beep del BIOS per la diagnostica</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/guida-ai-beep-del-bios-per-la-diagnostica/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 19:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati personal computer è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del BIOS. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della tecnologia da utilizzare.

Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La diagnosi dei malfunzionamenti dei nostri amati <strong>personal computer</strong> è quanto meno problematica. Accade spesso che una macchina non si accenda, facendo pensare ad un guasto dell&#8217;alimentatore, o che si rifiuti di partire con criptici messaggi del <strong>BIOS</strong>. Questa componente, pur essendo stata resa obsoleta dall&#8217;introduzione della tecnologia EFI, è ancora predominante fra le schede madre oggi in commercio, salvo qualche generosa eccezione che consente la scelta della tecnologia da utilizzare.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-522" title="bios" src="http://www.pcimprover.it/files/2010/01/bios.jpg" alt="bios" width="427" height="345" /></p>
<p>Per facilitare la diagnosi i BIOS moderni emettono una sequenza di beep acustici, dove ad ogni sequenza corrisponde un particolare significato, che dovrebbe aiutare nella diagnosi.</p>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS Award</strong>, le sequenze sono le seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>1 lungo + 2 brevi</strong><br />
Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo</strong><br />
Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
Errore della scheda video</li>
<li><strong>1 lungo continuato</strong><br />
Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>1 beep con pausa ogni 2 secondi</strong><br />
Errore della memoria ECC</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS AMI</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>da 1 a 3 brevi</strong><br />
Errore della memoria RAM</li>
<li><strong>da 4 a 7 brevi</strong><br />
Errore della scheda madre</li>
<li><strong>8 brevi</strong><br />
Errore della scheda video e/o della memoria video</li>
<li><strong>9 brevi</strong><br />
Errore generico</li>
<li><strong>1 lungo + 3 brevi</strong><br />
Errore nel test della memoria</li>
<li><strong>1 lungo + 8 brevi</strong><br />
Errore nell&#8217;accesso alla scheda video</li>
</ul>
<p>Nel caso di un <strong>BIOS PHOENIX</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>1 + 1 + 4</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore generico del bios</li>
<li><strong>1 + 2 + 2</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore generico sulla scheda madre</li>
<li><strong>1 + 4 + 2<strong> brevi</strong></strong><br />
Errore della memoria</li>
<li><strong>2 + 1 + 1 brevi</strong><br />
Errore della scheda video o della memoria</li>
<li><strong>4 + 3 + 4 brevi</strong><br />
Batteria tampone scarica</li>
<li><strong>4 + 2 + 1</strong> <strong>brevi</strong><br />
Errore del chipset</li>
<li><strong>Brevi e continui</strong><br />
Mancano i moduli di memoria</li>
</ul>
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		<title>Aggiungere un alias IP alla rete con Mac OS X</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/aggiungere-un-alias-ip-alla-rete-con-mac-os-x/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 13:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza.
Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e facile da eseguire anche sotto Windows.
Anche su Mac OS X non è complesso. E&#8217; solamente un po&#8217; nascosta in quanto si va ad utilizzare il Terminale invece dell&#8217;interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle reti complesse è a volte necessario aggiungere un alias IP ad una qualsiasi interfaccia di rete: magari si è assegnato un IP statico e si sta lavorando su una subnet diversa o semplicemente si può dover testare il routing o delle politiche di sicurezza.</p>
<p>Si tratta infatti di un&#8217;operazione molto comune sotto Linux e facile da eseguire anche sotto Windows.</p>
<p>Anche su <strong>Mac OS X</strong> non è complesso. E&#8217; solamente un po&#8217; nascosta in quanto si va ad utilizzare il <strong>Terminale</strong> invece dell&#8217;interfaccia grafica, in combinazione con la potenza del comando <strong>ifconfig</strong>.</p>
<p><strong>Ecco come creare un alias IP su Mac OS X:</strong></p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA alias IP NETMASK</code></p>
<p>Ad esempio: <em>sudo ifconfig en1 alias 192.168.1.100 255.255.255.0</em></p>
<p>Per rimuovere l&#8217;alias:</p>
<p><code>sudo ifconfig INTERFACCIA -alias IP</code></p>
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		<title>DNS dinamico con Linux usando ddclient</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/guide-tutorial/dns-dinamico-con-linux-usando-ddclient/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 17:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il router, dopo una vita rispettabile, efficiente e dignitosa, cominciano a dare i primi segni di cedimento e alcune feature semplicemente smettono di funzionare. 
Una di queste è il supporto client ai DNS dinamici: servizi che ci consentono di avere un hostname valido anche non avendo un IP statico, come nel caso delle ADSL residenziali. Tuttavia ho un server linux dietro il firewall, quindi perchè non utilizzarlo per aggiornare i record di dyndns.org?
Ecco come fare in una distribuzione debian like (ad esempio in ubuntu server): sudo apt-get install ddclient
Aprite il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il router, dopo una vita rispettabile, efficiente e dignitosa, cominciano a dare i primi segni di cedimento e alcune feature semplicemente smettono di funzionare. <img src="http://www.roccatello.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif" alt=":-(" /></p>
<p>Una di queste è il supporto client ai DNS dinamici: servizi che ci consentono di avere un hostname valido anche non avendo un IP statico, come nel caso delle ADSL residenziali. Tuttavia ho un server linux dietro il firewall, quindi perchè non utilizzarlo per aggiornare i record di dyndns.org?</p>
<p>Ecco come fare in una distribuzione debian like (ad esempio in ubuntu server): <strong>sudo apt-get install ddclient</strong></p>
<p>Aprite il file di configurazione /etc/ddclient.conf con il vostro editor di testo preferito ed incollate:</p>
<p><strong>pid=/var/run/ddclient.pid<br />
protocol=dyndns2<br />
use=web<br />
server=members.dyndns.org<br />
login=&lt;username&gt;<br />
password=’&lt;password&gt;’<br />
&lt;your hostname&gt;</strong></p>
<p>Sostituite username, password e hostname ed avviate il servizio con:</p>
<p><strong>sudo /etc/init.d/ddclient start</strong></p>
<p>Ecco fatto! Divertitevi con il vostro nuovo servizio!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scegliere un monitor LCD: specifiche e tecnologie</title>
		<link>http://www.pcimprover.it/inevidenza/scegliere-un-monitor-lcd-specifiche-e-tecnologie/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 22:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Periferiche]]></category>
		<category><![CDATA[monitor]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Un buon monitor infatti può fare la differenza tra un occhio stanco e uno ben riposato anche dopo diverse ore di lavoro. Questo è sicuramente l&#8217;aspetto più importante tuttavia i monitor si differenziano anche per molti altri aspetti come angolo di visione, fedeltà dei colori e gamut (gamma di colori) visualizzabile.   Purtroppo le specifiche dei costruttori variano notevolmente da una marca all&#8217;altra ma anche, a volte, direttamente fra i vari modelli di uno stesso produttore. Questo è dovuto al tipo di misurazione o anche agli elementi misurati. Generalmente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un buon monitor infatti può fare la differenza tra un occhio stanco e uno ben riposato anche dopo diverse ore di lavoro. Questo è sicuramente l&#8217;aspetto più importante tuttavia i monitor si differenziano anche per molti altri aspetti come angolo di visione, fedeltà dei colori e gamut (gamma di colori) visualizzabile.  <span id="more-284"></span> Purtroppo le specifiche dei costruttori variano notevolmente da una marca all&#8217;altra ma anche, a volte, direttamente fra i vari modelli di uno stesso produttore. Questo è dovuto al tipo di misurazione o anche agli elementi misurati. Generalmente gli aspetti da considerare sono:</p>
<ul>
<li><strong>Tempi di risposta</strong>. Più sono bassi meglio è. Tuttavia non tutti specificano la transizione Bianco a Nero dato che il tempo di risposta standardizzato dall&#8217;ISO è da Grigio a Grigio.</li>
<li><strong>Luminosità</strong>. Più è luminoso meglio è, anche se in realtà per certi tipi di utilizzo è meglio avere un pannello meno luminoso (comunque maggiore di 100 cd/m2).</li>
<li><strong>Contrasto</strong>. Più il rapporto di contrasto è alto meglio è. Il rapporto di contrasto indica la differenza di luminosità tra il bianco e il nero (che idealmente è a luminosità zero).</li>
<li><strong>Angolo di visione</strong>. Più questo è grande più il monitor sarà visibile da angoli non diretti.</li>
<li><strong>Risoluzione</strong>. Il numero di pixel visualizzabili dal monitor. A risoluzioni inferiori viene effettuato upscaling, deteriorando così la qualità visiva. E&#8217; bene non scegliere una risoluzione troppo elevata per un pannello di piccole dimensioni per non pregiudicare le dimensioni degli oggetti sullo schermo. Ad esempio lavorare a 1920&#215;1200 (oltre il full HD) su un 17 potrebbe essere eccessivo per un uso prolungato.</li>
</ul>
<p>Questi sono gli aspetti principali da considerare nell&#8217;acquisto di un nuovo monitor. Vediamo però che esistono monitor da grande distribuzione che costano poche centinaia di euro e monitor apparentemente simili che costano circa tre volte. Qual è la differenza tra comprare un monitor di Eizo o di LaCie ed un monitor di bassa lega?  I monitor LCD di fascia alta sono caratterizzati da un&#8217;elettronica di base molto più performante ed affidabile, alcuni modelli supportano la calibrazione dei colori in hardware, regolazioni dei controlli OSD molto più numerose e la tecnologia utilizzata nel pannello LCD è diversa dai modelli di fascia più bassa.</p>
<h4>Tecnologie alla base dei monitor LCD: TN Film, IPS, MVA, P-MVA, S-MVA e A-MVA</h4>
<ul>
<li><strong>TN Film &#8211; Twisted Nematic and Film</strong><br />
Sono i pannelli più utilizzati nel mercato LCD e generalmente sono la tecnologia esclusiva fino alle dimensioni di 19&#8243;. Vengono prodotti da numerosi produttori come Samsung, LG/Philips, AU Optronics e Chi Mei. La loro diffusione è caratterizzata dal costo relativamente basso di produzione e dalla velocità di risposta. Si tratta infatti di una latenza molto bassa che rende la tecnologia TN ideale per i videogiocatori. Con l&#8217;introduzione della tecnologia overdrive inoltre il tempo g-t-g è ulteriormente diminuito. Con questa tecnologia purtroppo gli angoli di visualizzazione sono molto ristretti, specie verticalmente, e sono subito evidenti le ombre tipiche. Il contrasto con il nero non è dei migliori anche se spesso compensato con lamine lucide. Inoltre il numero di colori visualizzabili realmente è circa 260.000 dovuti a soli 6 bit per canale, portati ad 8 tramite dithering.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>IPS &#8211; In Plane Switching</strong><br />
Introdotta per eliminare alcuni svantaggi dei pannelli TN. Sviluppata da Hitachi sulla base del diverso controllo dell&#8217;allineamento dei cristalli che sfortunatamente impatta sulla velocità di risposta, rendendo IPS non ideale per scene veloci. L&#8217;angolo di visione è tuttavia di ben 170° orizzontali. Per ridurre i costi è stata introdotta la tecnologia Super-IPS (S-IPS), consente la maggior fedeltà di colore e gli angoli di visione più ampi, oltre possedere uniformità di contrasto. Questa tecnologia viene impiegata generalmente per monitor di fascia professionale ed ultimamente sta muovendosi verso Enhanced S-IPS o Advanced Super IPS (AS-IPS) con latenze nettamente inferiori.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>MVA &#8211; Multidomain vertical alignment</strong><br />
Compromesso tra TN e IPS sviluppato da Fujitsu per tempi di risposta e angolo di visione sia orizzontale (pari a IPS) che verticale. Questa tecnologia offre alti rapporti di contrasto superiori sia a IPS che a TN. Con questa tecnologia i cristalli sono orientati singolarmente per filtrare la luce indipendentemente da ogni stadio. I cristalli sono paralleli solo nel caso di visualizzazione del bianco. Il problema di questa tecnologia è dato dl tempo di risposta non alla pari dei pannelli TN, che la rende inadatta all&#8217;uso per video e giochi. La riproduzione dei colori non è inoltre equivalente rispetto a IPS.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>P-MVA. Premium MVA / S-MVA. Super MVA</strong><br />
Grazie all&#8217;introduzione dell&#8217;overdrive (aumento di tensione per accelerare i transitori), sono stati migliorati i tempi di risposta e la riproduzione dei colori anche se i toni più scuri vengono persi durante la visione perpendicolare (basta un piccolo movimento per vedere anche i colori più scuri). La visualizzazione dei colori arriva al true color, con 8 bit per canale, nonostante qualche produttore introduca ancora panelli a 6 bit con dithering. Punto di forza della tecnologia MVA è la profondità del nero. I pannelli con questa tecnologia offrono buon supporto alle scene veloci anche se con alcuni artefatti visibili.<br />
<strong> </strong></li>
<li><strong>A-MVA. Advanced MVA</strong><br />
Nuova tecnologia di AU Optronics progettata per migliorare la fedeltà dei colori e assicurare un angolo di visione ancora più ampio. Vengono aumentati gli stadi di allineamento dei cristalli liquidi diminuendo la variazione di angolo. Questa tecnologia migliora i fenomeni di colori slavati ed aumenta la qualità rispetto ai tradizionali VA, oltre ad offrire un rapporto di contrasto molto alto senza l&#8217;uso di pellicole lucide.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;"><em>Buona scelta, Eduard</em></p>
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